Trama
Questo libro parla di storie comuni che la solitudine attraversa silenziosa: adolescenti, uomini e donne, anziani. Si parla d'amore e di dolore, di violenza e di sogni, di presenze asfissianti e di assenze impreviste. Sono storie che ci riguardano. Viviamo uno strano paradosso: non ci possiamo più dire soli, eppure noi tutti, in qualche misura, sentiamo e temiamo di esserlo. Abbiamo a disposizione infiniti strumenti di comunicazione, eppure manchiamo dell'essenziale per dire e per sentire; non possiamo non accorgerci che la nostra affettività e la nostra sfera emotiva si sono inaridite. Ce lo dimostra quel tremendo autismo che troppo spesso separa i giovani dagli adulti.
Recensione
Quattro storie che entrano dentro
Primo libro che leggo di Paolo Crepet e già mi ha rapito con la sua scrittura, tanto semplice quanto diretta. Bastano quattro storie vere che inquietano, mantenute comunque in anonimato, e poche pagine per insegnare a lettore che affrontare la vita non è semplice. Che la solitudine non è necessariamente quello stato della nostra mente in cui cadiamo quando non si ha proprio nessuno attorno.
La solitudine è ancora più devastante quando vicino a te c'è sempre qualcuno, ma manca innanzitutto la comunicazione, l'ascolto e qualsiasi altra forma di apertura.
Le quattro storie si differenziano tra loro ma, almeno le prime tre, hanno in comune l'assenza dei genitori. Quel tipo che riesce, anche con grande fatica e spirito di sacrificio, a dare di tutto senza dare davvero nulla.
Così è che si cresce senza sapere cosa voglia dire amare, senza riuscire a parlare di sé e dei propri problemi con qualcuno, senza riuscire ad accettare il proprio corpo e le proprie forme, e infine, senza riuscire a superare la morte di una figlia.
Quattro storie distinte, ma che riescono a toccare il cuore nudo del lettore. Quattro storie che bastano, forse, a raccontare quanto il mondo stia complicando la vita dei giovani, e non solo.
Valutazione
La lettura viene valutata in base ai gusti personali del lettore. Un libro che non piace a un lettore può essere splendido per un altro. Se sei l'autore, o l'autrice, e pensi che questo tuo libro sia stato valutato male, evita di contattarmi o di commentare lamentandotene.
