

Il suo astio verso i poveri è palpabile nel trattamento che riserva al suo scrivano Bob, a cui passa una paga da fame con cui a malapena riesce a sfamare i figli.

Neanche l'amore per Detlef, un ragazzo del gruppo, riesce a riabilitare Christiane, nonostante i due sognino una vita insieme senza la dipendenza dalla droga.

La loro passione si mostra soltanto con un gioco di sguardi e richieste, da parte di Vanmeer, che Gret non riesce a ignorare, nè tantomeno a rigettare.

Pur essendo un classico, scritto negli anni '50, la lettura si presenta comunque molto scorrevole, tanto da poter essere terminato in un solo giorno.

Tamura si fa chiamare Kafka ed è fuggito dalla sua città dopo una profezia pronunciatagli dal padre, in cui gli comunicava che il figlio lo avrebbe ucciso, per poi giacere con la madre e la sorella.

La sua scrittura è particolare per via dei periodi troppo lunghi, e ricchi di metafore, che ampliano la prosa sino a riuscire a muoversi da un argomento a un altro nel medesimo periodo.

E allora è per il linguaggio troppo rude e privo di rispetto, che il romanzo è stato censurato per quasi trent'anni, dal '34 al '61, anno in cui è stato liberalizzato. La cosa che però mi stupisce è il fatto che tantissimi lo abbiano letto e acquistato di contrabbando.

Il dolore e la disperazione che accompagna queste pagine è palpabile, e lo scopo era, già a suo tempo, far riflettere soprattutto i leglislatori, affinché questa pratica venisse abolita.

L'incontro però, a seguito di una telefonata, lascia il protagonista molto scosso. L'attore, di nome Antonio Claro, è identico a lui, sia nell'aspetto che nella voce, e non solo, ha i suoi stessi nei e le stesse cicatrici nei medesimi punti del corpo.

Nonostante i vari uomini che Sayuri ha avuto, uno soltanto le è rimasto nel cuore, dopo l'incontro avvenuto quando era ancora molto giovane.