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Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque - Recensione

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Estratto della recensione

Il romanzo lascia emergere quanto sia inutile e insensata la guerra, quanto poco possa risolvere e di quanto si perda, anche quando la si vince.

Trama

Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all'altro dell'Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all'età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l'intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek - da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi - non tardano a capire di non essere affatto "la gioventù di ferro" chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm - un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo -, viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno "gente vecchia", spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza.

Recensione

La guerra sentita da un soldato

Ho letto questo romanzo soltanto ora, casualmente in un periodo così complesso a livello mondiale, con una corsa agli armamenti che non si vedeva da decenni.

Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scrive un romanzo autobiografico che ci presenta la guerra. Quella vera, quella vissuta da un semplice soldato tedesco, Paul Bäumer.

Nel suo caso si tratta della Grande Guerra, un conflitto prevalentemente combattuto nelle trincee.

Il romanzo lascia emergere quanto sia inutile e insensata la guerra, quanto poco possa risolvere e di quanto si perda, anche quando la si vince.

In cui, giovani soldati che si stanno appena affacciando alla vita, si ritrovano a combattere gli uni contro gli altri, e quando riescono ad uccidere un avversario, al fine di salvarsi la vita, capiscono soltanto di aver ucciso uno come loro.

In cui, anche quando si torna a casa, per la licenza, o per via dell'armistizio, non ci si sente a casa come prima. Ci si sente come separati da quella vita fuori dalla trincea, convinti che gli altri non possano capire cosa si è passato, e spesso si evita proprio di raccontare la guerra, al fine di evitare almeno ai cari le atrocità vissute.

Un romanzo che andrebbe letto da tutti almeno una volta nella vita, uno di quelli che è capace di travalicare ogni propaganda bellicista

Valutazione

La lettura viene valutata in base ai gusti personali del lettore. Un libro che non piace a un lettore può essere splendido per un altro. Se sei l'autore, o l'autrice, e pensi che questo tuo libro sia stato valutato male, evita di contattarmi o di commentare lamentandotene.

Letto 144 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Dicembre 2025 16:54

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