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I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij - Recensione

i fratelli karamazov di fedor dostoevskij recensione

Estratto della recensione

Ma Dimitrij non era il solo ad odiare il vecchio, perché anche Ivan lo disprezzava, e non si poteva dire che Alëša lo amasse particolarmente. Per non parlare di Smerdjakov trattato alla stregua di un servetto.

Trama

Il continuo e violento contrasto tra padre e figli è la tematica centrale del romanzo, forse il più articolato di Dostoevskij. Fëdor, vecchio malvagio e libertino, con il suo carattere arrogante e tirannico suscita l’odio dei quattro figli Alësa, Dmitrij, Ivan e dell’illegittimo Smerdjakov. Accomunati dal profondo disprezzo per il padre, i fratelli Karamazov si presentano con caratteri profondamente diversi: Alësa, il minore, è novizio in un convento, ma si trova costretto a tornare a casa dopo l’omicidio del padre; Dmitrij, giovane impulsivo e appassionato, si innamora di Grušenka, una seducente ragazza amata anche da Fëdor; Ivan è un arguto e raffinato intellettuale, diviso tra fede e ateismo, mentre Smerdjakov, a causa della sua epilessia, viene ridotto alla condizione di servo della casa. Quando l’anziano padre viene ucciso, il primo ad essere accusato è Dmitrij, colui che ha il motivo più evidente per volersi liberare di Fëdor. Nel raccontare le vicende umane della famiglia Karamazov – il conflitto generazionale, la disgregazione e il crollo dei valori e delle regole della società patriarcale, che sfociano nel parricidio, manifestazione più alta e concreta di questi nuovi sentimenti – Dostoevskij mostra tutta la potenza evocativa della sua scrittura che da sempre conquista i lettori di tutto il mondo.

Recensione

L'universo Karamazoviano

Una recensione non può bastare per definire questo capolavoro di Dostoevsky lungo ben mille pagine, che non sono semplici da leggere, ma se ci riuscirete vi lascerà tanto, davvero tanto.

Non sono semplici perché la scrittura russa è stata sempre molto ostica, almeno per me, ed è complesso tenere il filo anche nei dialoghi, perché spesso divagano.

Consiglio di alternare altre letture, infatti l'opera è divisa in dodici libri e inizialmente era stato pubblicato a puntate. Il romanzo è addirittura un piccolo racconto introduttivo a quella che davvero sarebbe dovuta essere l'opera principale dell'autore, che sfortunatamente non fece in tempo a scrivere. Se I fratelli Karamazov è soltanto un'introduzione (in particolare al personaggio di Alëša che avrebbe dovuto essere il protagonista della successiva opera mai scritta) non oso immaginare cosa doveva contenere il prosieguo.

Chiusa questa premessa, vi presento i Karamazov, una famiglia composta dal padre Fëdor (lo stesso nome dell'autore) e di tre figli riconosciuti: Dimitrij, Ivan e Alëša. Ne esiste pure un quarto non riconosciuto, nato da una serva ritardata, il suo nome è Smerdjakov.

Fëdor è un ricco e avaro proprietario terriero, ed è un padre che non ha mai amato i figli, che in realtà considera solo frutti del proprio piacere avuti con donne diverse, e che per questo lascia crescere nell'abbandono affettivo.

I figli invece hanno una personalità ben distinta e che l'autore ha voluto, a parer mio, suddividere come avrebbe suddiviso la propria anima e il proprio credo. Generando così diversi Dostoevsky estremizzati. Dimitrij è impetuoso, istintivo e ama le donne e i festini; Ivan è ragionevole e dubbioso, soprattutto sull'esistenza di Dio, e infine Alëša, forse il più equilibrato, novizio di un monastero che ama gli uomini ed è conscio della loro fragilità. Smerdjakov soffre invece di epilessia e, tenuto a casa come un servo, odia non soltanto il proprio padrone e padre, ma anche Dimitrij, che lo vessa più di tutti gli altri, perché anche Ivan non lo rispetta affatto. Ma Smerdjakov adora Ivan, anzi, adora quelle sue idee secondo cui "non essendoci Dio, non c'è neanche la virtù e quindi tutto è permesso".

Su queste parole si basa il dramma del romanzo, sulle parole di Ivan, ascoltate dal disperato fratellastro.

L'opera tratta anche di rapporti sentimentali, molto tossici considerato che non è semplice trovare una coppia di cui, ognuno, non ami una terza persona.

Un'eterna indecisa fra tutti i personaggi è sicuramente la femme fatale Grušen’ka che gioca, per così dire, con Dimitrij, ma anche con il padre Fëdor, senza contare il vecchio amante che torna dopo anni.

Il dramma di cui vi parlavo, e su cui si fonda il romanzo, è l'omicidio di Fëdor di cui viene subito accusato il figlio Dimitrij. Lui ha diversi motivi per odiarlo, quelli principali sono legati alla gelosia, infatti padre e figlio amano entrambi Grušen’ka. Ma ci sono anche motivi legati al denaro, infatti, a seguito della morte della madre di Dimitrij, il padre gli aveva dato la sua parte di eredità, che aveva però investito, guadagnando molto più denaro. Dimitrij avrebbe voluto che il padre dividesse anche quegli utili con lui, e non soltanto la parte che aveva preso in prestito.

Ma Dimitrij non era il solo ad odiare il vecchio, perché anche Ivan lo disprezzava, e non si poteva dire che Alëša lo amasse particolarmente. Per non parlare di Smerdjakov trattato alla stregua di un servetto.

Al lettore sarà chiaro chi ha ucciso Fëdor Karamazov, molto prima del finale, perché non si tratta di un giallo, ma di un romanzo filosofico sulla Russia e sul senso della vita, che è impossibile da spiegare veramente.

Infine tutti si sentiranno in colpa per quell'omicidio, da Ivan con le sue idee da ateo, a Dimitrij che ha pensato davvero di ucciderlo, persino Katja, la fidanzata ufficiale di Dimitrij, pensa che avrebbe potuto fare qualcosa per evitare la morte di Fëdor.

Chi è stato veramente però lo lascio scoprire a voi, e a voi lascio scoprire anche come sia possibile che un innocente diventi colpevole.

Vi garantisco però che i dialoghi che vi faranno riflettere non mancheranno (come ad esempio quello fra il sacro Alëša e il profano Ivan) e non mancheranno neanche i colpi di scena.

Sono sicuro che molti di voi non saranno convinti di leggere questo mattone russo, quindi se proprio non avete voglia di leggere il romanzo, vi consiglio di guardare lo sceneggiato RAI in 7 puntate del 1969 (sì, è in bianco e nero, ma recitato divinamente, e soprattutto molto fedele al romanzo.).

Valutazione

La lettura viene valutata in base ai gusti personali del lettore. Un libro che non piace a un lettore può essere splendido per un altro. Se sei l'autore, o l'autrice, e pensi che questo tuo libro sia stato valutato male, evita di contattarmi o di commentare lamentandotene.

Letto 230 volte Ultima modifica il Domenica, 27 Aprile 2025 20:05

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